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La storia

Il 4 agosto 2008 ha segnato l’inizio di una scommessa: può un luogo diverso dalla propria casa essere opportunità di vita e di apprendimento senza sostituirsi alla famiglia?

 

Tre ragazzi sono stati i primi protagonisti di questa esperienza che gradualmente ha visto completare il gruppo residenziale. In questi tre anni, la scelta di inserimenti graduali si è rivelata la più funzionale: da un lato ha permesso di contenere i costi di gestione nella fase di avviamento; dall’altro, si è potuto gestire meglio lo stress vissuto dai ragazzi ad ogni nuovo inserimento.

A partire dal 01/11/2008, e per i tre anni consecutivi, la Fondazione, accreditata con il sistema sanitario regionale, nel rispetto della delibera di Giunta Regionale nr 521, ha stipulato con la ASP competente per territorio una convenzione a carattere sperimentale per l’individuazione del numero delle persone ricoverate in relazione al loro grado di gravità, dell’organico conseguente e del percorso terapeutico più efficace secondo il progetto individualizzato.

 

Dalla sua attivazione, la Fondazione Marino per l’autismo onlus ha erogato trattamenti intensivi riabilitativi in regime residenziale a utenti di età compresa tra i 9 e i 29 anni affetti da patologie di grado elevatissimo sia per quanto riguarda il disturbo pervasivo dello sviluppo, sia per ciò che attiene al ritardo mentale e al versante psichiatrico.

 

I servizi hanno compreso: interventi diagnostici, terapeutici, riabilitativi diretti al recupero funzionale e sociale di persone affette da autismo e disturbo generalizzato dello sviluppo.

 

Nel corso dei primi tre anni, la Fondazione, oltre al socio Fondatore, ha registrato le partecipazioni, in qualità di soci sostenitori: della Provincia di Reggio Calabria, del Comune di Melito Porto Salvo e della Parrocchia nella figura dell'Arciprete. Ciascuno ha la facoltà di nominare un rappresentante nel CdA. Alla mancanza del Fondatore, il sindaco in carica del Comune di Melito P.S. e l’Arciprete, avranno il compito di prendersi carico della gestione attraverso la nomina del CdA e del suo Presidente. La Fondazione si configura perciò come
Impresa Sociale partecipata a garanzia di continuità e moralità di gestione.

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